- Gin, Origini, Cultura del gin
Ah, il gin! Quel nettare divino che ti fa sentire sofisticato e ti regala un'ebbrezza piacevole. Ma, lo sapevi che il gin non è sempre stato il re delle serate cool? Nel 2010, questa bevanda ha deciso di riprendersi la scena, e da allora non ha mai mollato. Quindi, se sei curioso di sapere come nasce questo elisir di trasgressione, tieniti forte, perché stiamo per fare un viaggio tra storia, alchimia e un pizzico di magia.
Le origini del gin
Scusa, Inghilterra, ma il gin non è roba tua. È nato nei Paesi Bassi, baby! Gli olandesi sono stati i primi a creare una bevanda chiamata Jenever (o Genever, se preferisci). Questo antesignano del gin era già in giro nel 1269, grazie al chimico Franciscus Sylvius de Bouve. Era una pozione alcolica al gusto di ginepro, adorata per le sue presunte proprietà medicinali. Quindi, sì, puoi ringraziare gli olandesi per la tua scusa "medica" per bere gin!
Il ruolo degli olandesi nella storia del gin
I marinai inglesi scoprirono il Genever durante i loro viaggi nel XVI secolo e lo portarono a casa. Ma fu durante la Guerra dei Trent'anni che i soldati britannici si innamorarono di questa bevanda, definendola "il coraggio olandese". Una volta tornati in patria, il Genever divenne una mania. E, quando il re Guglielmo d'Orange decise di boicottare il brandy francese, il gin iniziò davvero a spopolare.
L’evoluzione del gin in Inghilterra
La domanda di Genever in Inghilterra portò alla nascita di distillerie artigianali che iniziarono a produrre una versione locale: il gin. All'inizio, era roba grezza, chiamata "Old Tom Gin". Ma la gente lo amava, soprattutto i più poveri. La situazione sfuggì di mano, tanto che il Parlamento dovette intervenire con leggi restrittive per evitare che tutti finissero ubriachi ogni giorno.
Quindi, come viene prodotto il gin?
Per legge si può utilizzare alcol etilico di origine agricola, quindi non solo alcol da cereali ma anche da melasso, questa scelta è a discrezione del produttore. Tutto inizia con un bel miscuglio di cereali macinati, come orzo, segale o grano, fermentati con lievito e acqua. Questa roba viene poi distillata in una caldaia.
Il risultato? Un alcol quasi puro con una concentrazione di circa il 96%. Alcuni distillatori fanno questo passaggio da soli, altri comprano l'alcol già pronto. Da qui, inizia la magia: ridistillazione con l'aggiunta di ingredienti botanici, come le bacche di ginepro, che danno al gin il suo sapore unico.

Tecniche per ottenere sapore nel gin
Ci sono quattro modi per infondere sapore nel gin e ogni metodo dà un tocco diverso:
• Macerazione: Gli ingredienti vengono mescolati con alcol al 60% e distillati di nuovo.
• Infusione: Gli aromi desiderati (frutta, erbe, spezie) vengono lasciati in infusione nell'alcol per un bel po'. Il ginepro deve essere sempre il componente predominante.
• Percolazione: Il distillato gocciola attraverso una massa di ingredienti, assorbendo gli aromi.
• Infusione di vapore: Gli ingredienti sono sospesi nel bollitore, e i vapori alcolici assorbono gli aromi mentre passano.
Diversi stili di gin
Ci sono vari tipi di gin, ognuno con le sue peculiarità. In termini legali (Reg. UE 787/2019) le tipologie di gin sono:
• Gin: bevanda spiritosa al ginepro ottenuta aromatizzando con bacche di ginepro l’alcol etilico di origine agricola. Eventualmente aromatizzato con altre sostanze aromatizzanti. Se non si aggiunge zucchero si può chiamare “Dry Gin”.
• Gin Distillato: bevanda spiritosa al ginepro ottenuta dalla distillazione di bacche di ginepro ed eventualmente altre botaniche in alcol etilico di origine agricola a 96 gradi alcolici. A questo distillato si possono aggiungere sostanze aromatizzanti. Se non si aggiunge zucchero si può chiamare “Gin dry distillato”.
• London Gin: prodotto esclusivamente dalla distillazione di alcool di origine agricola in presenza delle bacche di ginepro e di tutte le componenti botaniche naturali impiegate. Se non si aggiunge zucchero si può chiamare “London dry gin”.
Ecco fatto, la prossima volta che ti godi un gin tonic saprai esattamente quanta storia e maestria c'è dietro ogni sorso. Cheers!