In un’epoca dove il concetto di lusso viene costantemente ridefinito attraverso mille sfaccettature, dalle passerelle dell’alta moda alle suite più esclusive di grandi hotel del mondo, c’è un simbolo di raffinatezza che non ha mai perso il suo fascino autentico: lo champagne. Mentre nuove definizioni di prestigio nascono e tramontano, questa preziosa bollicina dei cugini francesi continua a rappresentare un piacere senza tempo.

E se è vero che alcune bottiglie raggiungono prezzi vertiginosi, che si tratti di rare edizioni affinate negli abissi marini o di etichette commercializzate da celebri star, il vero lusso dello champagne resta comunque accessibile a tutti. Bastano due calici del più classico tra i vini frizzanti per trasformare un momento qualunque in un’occasione speciale.


Le origini dello champagne

Lo champagne rappresenta una recente innovazione nel panorama millenario del vino. Mentre la vinificazione risale a circa 6.000 anni fa, nell’antica regione del Caucaso meridionale - dove le tribù locali creavano vino utilizzando i “qvevris” (contenitori interrati) - la produzione di spumante dovette attendere il XVII secolo, quando finalmente si svilupparono bottiglie capaci di resistere alla pressione della fermentazione.

La svolta nella produzione dello champagne porta la firma di un monaco visionario: Dom Pérignon (di cui ne avrai sicuramente sentito parlare), cantiniere capo dell’Abbazia di Hautvillers. Incaricato di prevenire le esplosioni spontanee delle bottiglie, Dom Pérignon perfezionò l’arte di identificare i vini predisposti alla rifermentazione in bottiglia, gettando le basi del celebre “méthode champenoise”.

Champagne: perché è il vino delle celebrazioni?


Marketing e cultura dello champagne

Il fatto che lo champagne si sia guadagnato la sua inattaccabile reputazione di scelta privilegiata per celebrare eventi importanti non è stato un caso fortuito. Durante la Belle Époque, le maison ed i produttori di champagne orchestrarono brillanti strategie di marketing per commercializzare con determinazione il loro vino come una bevanda associata all’aristocrazia europea, sviluppando appositamente campagne mirate al pubblico femminile (disegnando etichette dall’aspetto romantico ed evocando occasioni degne di champagne come matrimoni e battesimi). Le pubblicità di Laurent Perrier includevano spesso un elenco dei loro clienti più illustri, tra cui re, regine, duchi, duchesse, marchesi, contesse e conti. La strategia funzionò! All’inizio del ventesimo secolo, lo champagne era diventato un prodotto che la maggior parte delle famiglie della classe media voleva (e cosa importante, poteva permettersi) di bere.

Nel XXI secolo, lo champagne ha conquistato nuovi territori culturali grazie al mondo dell’hip-hop americano. Artisti come Jay-Z hanno ridefinito il concetto di lusso delle bollicine con l’acquisizione della casa di champagne di Armand de Brignac “Ace of Spades” per la democratizzazione del lusso attraverso la cultura pop.


Fun fact

Quando un giornalista del ‘The Economist’ ha chiesto a Frederic Rouzaud (CEO della Louis Roedere, società francese che produce il Cristal) se pensava che l’associazione tra rap e Cristal era vista di buon occhio, Rouzaud avrebbe detto: «Cosa possiamo farci? Non possiamo impedire alle persone di comprare il nostro prodotto. Sono sicuro che Dom Pérignon o Krug sarebbero felici di fare affari con loro». Spoiler: lo erano.


Cocktail allo champagne

Le bollicine francesi brillano anche nella mixology. Abbiamo già decantato le virtù del French 75 ispirato al Casablanca, una perfetta miscela di gin (prova il nostro Fuckingin), succo di limone, zucchero e champagne, ma raccomandiamo anche un Bellini (a base di prosecco o champagne e pesche da servire nel flûte) come alternativa al Mimosa o al Buck’s Fizz (champagne e succo di arancia, a volte con aggiunta di sciroppo di granatina).

Ora partiamo con il più originale, forse il migliore e anche il più semplice: Metti un pezzetto di zucchero di Angostura nel fondo di un bicchiere da champagne (qui la scelta è tua!) insieme a una sottile striscia di scorza di limone, aggiungi champagne freddo e sei pronto per iniziare il tuo tour. Alcune ricette richiedono l’aggiunta di una dose di cognac ghiacciato o di parti uguali di cognac e Cointreau per trasformarlo in un Prince of Wales.

Non consigliamo a nessuno di preparare il proprio cocktail con un Cru. I champagne da supermercato sono perfettamente accettabili. Se pensi che lo champagne sia troppo prezioso per essere diluito con altri ingredienti (e non siamo necessariamente in disaccordo), potresti sostituirlo con un crémant, cava o prosecco, purché sia completamente secco.

Cocktail allo champagne


Ultimo ma non meno importante

Lo champagne rimane un’icona contemporanea di celebrazione e raffinatezza, capace di trasformare ogni momento in un’occasione speciale. Che sia degustato puro o in deliziosi cocktail, rappresenterà sempre l’essenza stessa della festa e dell’eleganza.

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